venerdì 16 marzo 2012

CONVEGNO 30 MARZO 2012

Camera Minorile di Perugia

Terni, Venerdì 30 marzo 2012, ore 15,00 -Sala Blu Palazzo Gazzoli, Via del Teatro Romano, 13

Il Diritto all’Ascolto del Minore,vittima e testimone di reato:
professionisti a confronto.

Moderano:

Avv. Giuliana Astarita
Presidente della Camera Minorile di Perugia
Avv. Alessandra Brandi
Presidente del Movimento per l’Infanzia della Regione Umbria


Intervengono:

Prof.ssa Alessandra Lumachelli
Grafoterapeuta, perito grafologico
Distruggere il muro del silenzio. Il gesto grafico, testimonianza di abuso subìto


Dott.ssa Elisabetta Massini
Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Terni
L’Ascolto del minore in audizione protetta e la validazione della sua testimonianza


Dott. Claudio Foti
Psicoterapeuta, direttore scientifico del Centro Studi “Hansel e Gretel” Onlus di Torino
L’Abuso nell’Ascolto: criticità attuali nel lavoro Psicologico-Giuridico
Interazione con il pubblico secondo il metodo dell’ “Intelligenza Emotiva”


Dott.ssa Maria Serenella Pignotti
Pediatra neonatologa Azienda Ospedaliera Universitaria Meyer di Firenze, medico legale
PAS: modello e prototipo di violenza di genere, evento sentinella di violenza domestica?


Avv. Girolamo Andrea Coffari
Presidente nazionale del Movimento per l’Infanzia
Il Diritto all’Ascolto del Minore, quale recente conquista civile
e giuridica a tutela del bambino: limiti e prospettive.



L’evento è gratuito ed è stato accreditato dall’Ordine degli Avvocati di Terni con n. 4 creditIformativi

Iscrizioni a mezzo e-mail: info@cameraminorileperugia.it

lunedì 21 novembre 2011



Dici: è faticoso frequentare i bambini. Hai ragione. Aggiungi:
perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, scendere,
piegarsi, farsi piccoli. Ti sbagli. Non è questo l’aspetto più
faticoso. E’ piuttosto il fatto di essere costretti ad elevarsi,
fino all’altezza dei loro sentimenti. Di stiracchiarsi,
allungarsi, sollevarsi sulle punte dei piedi. Per non ferirli.”
Di Janusz KorczacAggiungi immagine



“NON POSSIAMO ASPETTARE DI CRESCERE!”

Il 20 novembre è la giornata Mondiale dei Diritti del “Fanciullo”, istituita per celebrare la data in cui la Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia venne approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, nel 1989.
Violenze, maltrattamenti, accesi conflitti familiari ed altre cause di disagio minorile sono fenomeni attuali e sempre più in crescita, anche nel nostro territorio.
Secondo i dati Cismai (Coordinamento italiano dei servizi di rischio, abuso e maltrattamento), in Italia sono almeno 700.000 i bambini a rischio di violenza e abusi psicologici e fisici. Più di mille i casi di violenza sessuale (di cui 302 aggravata), 33 bambini e adolescenti uccisi, 3.434 le persone denunciate o arrestate per questo tipo di reati. Purtroppo però è molto difficile avere dati precisi sul numero delle vittime, perché spesso la violenza viene esercitata lontano dalle luci dei riflettori, negli ambienti familiari, in luoghi ben distanti dalla vigilanza delle autorità.
La violenza lascia un segno indelebile nell’animo dei bambini, minando il loro corretto sviluppo, pregiudicando la loro vita futura!
Impegnarsi nella prevenzione contribuisce ad assicurare un futuro migliore all’umanità.
La ratifica della Convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del 1989 ha rappresentato un momento di svolta importante: il bambino diviene da soggetto privo di parola, a soggetto competente, titolare di diritti e cittadino. Proprio questo Documento Internazionale, così importante per la tutela dei diritti dell’infanzia, sancisce un principio fondamentale: il Diritto all’Ascolto del minore.
L’art. 12, infatti, stabilisce che ogni fanciullo ha il “diritto di esprimere liberamente la sua opinione su ogni questione che lo interessa e che le opinioni del fanciullo siano debitamente prese in considerazione tenendo conto della sua età e del suo grado di maturità”.
Chi può ascoltare la voce dei bambini? Quando è permesso ascoltarli? Quali sono gli effetti dell’ascolto in un contesto di aiuto se contemporaneamente è aperto un iter giudiziario? Come è possibile conciliare un ascolto che vuole soddisfare il diritto alla salute psicofisica di un minore con le esigenze dei procedimenti giudiziari? E’, dunque, necessario un lavoro corale di psicologi, neuropsichiatri, insegnanti, famiglie, assistenti sociali, medici, magistrati, rappresentanti processuali esperti, sociologi, affinché l’ascolto di un minore possa tradursi in azioni che risultino coerenti e tempestive con le informazioni raccolte, specialmente se queste indicano la sussistenza di uno stato di grande sofferenza, di rischio o di pericolo, che richiede l’attuazione di misure di sostegno alla famiglia e/o alla tutela immediata per il minore.


Nel ritenere importante che periodicamente si ricordi e si faccia il punto sulla situazione dei bambini nel mondo, per indicare o riaffermare necessità e linee di azione, riteniamo che il modo migliore per “celebrare ed onorare” sia......farlo ogni giorno, ogni notte ed in ogni luogo, occupandosi di loro.



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Sede Legale: Viale dei Mille n. 55 – 50131 – Firenze
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tel. 055/5088028

sabato 19 novembre 2011

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

IL BLOG E' INATTIVO PER RISTRUTTURAZIONE DEL SITO NAZIONALE DEL MOVIMENTO PER L'INFANZIA.